Questo shooting è stato il mio primo lavoro per l’azienda Vibram (con cui collaboro da inzio 2011 per la realizzazione di foto action e still life di prodotto). La location è Valbondione e gli atleti fanno parte del Vibram Tester Team, lo scopo dello shooting è quello di realizzare immagini per la promozione del Tester Team e naturalmente per la comunicazione dell’azienda Vibram.

La particolarità di questo shooting è stato l’impiego di un elicottero sia per il trasporto dello staff e degli atleti sia per effettuare le riprese foto e video. In pratica avevamo a nostra disposizione un elicottero Ecureuil che ci poteva portare in pochi secondi da una cima all’altra. Non era la prima volta che salivo su un elicottero per uno shooting, se non ricordo male ho già volato 5 o 6 volte, ma per pochi minuti. Restarci per tutta una mattinata mi ha davvero inebriato, eccitato, gasato! Ho avuto quel rombo assordante nelle orecchie per un paio di giorni. Fotografare dall’alto, da un elicottero, stravolge tutto e cambia le regole. I soggetti sono lontani, piccoli e soprattutto si possono inseguire. Se ci si lascia trascinare troppo dall’emozione o dalla paura, si rischia di guardarsi intorno, di restare fossilizzati e di non fotografare.

Io fortunatamente non ho paura di volare, anzi mi eccito e inzio ad andare in fibrillazione, scatto di continuo perchè non volglio perdere nessun istante, tutto mi sembra nuovo, diverso e non voglio perdere un istante, seguo i soggetti da quando partono dalla vetta a quando finiscono la loro discesa, lascio che la raffica si esurisca e ricomincio. La parte più emozionante che ricordo è stata alla fine del servizio, abbiamo seguito gli atleti lungo una discesa interminabile continuando a girare sopra le loro teste seduti fuori dal portellone dell’elicottero che per girare a quella velocità era inclinato e dunque avevo il vuoto proprio davanti all’obiettivo… non so quanti giri avrà fatto, ma un pò di nausea alla fine l’ho accusata.

Curiosità tecniche? Attrezzatura? Oltre ad una batteria di scorta (si scaricano in fredda a basse temperature) sono indispensabili un paio di panni per ascigare le lenti e pulirle. Ogni volta che si effettuano le procedure di atterraggio e decollo la macchina e la lente vanno ben protetti, la neve che viene “tirata su” dal vento provocato dalle pale si infila ovunque. Come obiettivi ho utilizzato i miei “indispensabili”: un 70-200 2.8 e un fisheye. Avevo anche un duplicatore di focale, ma l’ho utilizzato solo in un’occasione a terra. Anche l’abbigliamento è indispensabile, la mascherina serve a non doversi pulire la faccia dalla neve e a non rischiare che ti finisca qualcosa in un occhio.

Non vedo l’ora di tornare lassù!

Guardate il video di backstage

Le riprese di questo backstage sono state realizzate con una GoPro Full HD montata sulla slitta flash della macchina fotografica.