V o F?

(Vero o Fotoritocco?)

“Bella, sembra finta!” oppure “Figa, ma come hai fatto?”. Visto che molte persone mi hanno fatto queste domande cerco di dare una risposta e spiego come è possibile ottenere un’immagine d’impatto senza troppi sforzi, con un po’ di curiosità, un po’ di “fortuna” e con un background di ABC della fotografia.

Sì, alcuni mi hanno chiesto quanta post produzione c’è dietro ad uno scatto del genere: meno di 3 minuti! Il tempo di aprire il file raw, regolare l’esposizione e aggiungere un filtro gradiente neutro sul cielo, dare un po’ di vividezza e regolare i livelli e convertirlo in jpeg e consegnarlo a Laura di RITM dell’ufficio stampa del SuperEnduro. Il tutto al bar con una birra media, a testa… o forse due? Nessun fotoritocco “importante”, nulla di fasullo dunque. Quello che si vede nella foto non è altro che uno scatto molto semplice: una scena riflessa in uno stagno di montagna, in una giornata incerta, che al mattino non ci ha permesso di fare riprese eclatanti, ma al pomeriggio mi ha regalato questo scenario. Non ho fatto altro che inquadrare con un 16-35mm 2.8, mettere a fuoco sul bordo esterno dello stagno, aspettare il via della SuperMountain di Scopello e scattare. Un po’ di fortuna ce l’ho avuta, ma in un certo senso me la sono pure andata a cercare, perché? Spiego meglio per chi non conosce questo tipo di competizioni: si chiamano SuperMountain, sono delle “mass start”, delle competizioni di downhill mountain bike con partenza di massa; partono decine di rider tutti insieme e ci sono solo due manche. Per i fotografi e video reporter ci sono diverse problematiche: la principale è che se si è soli a realizzare lo shooting (come nel mio caso), per ogni manche posso scegliere una sola posizione; solitamente è la partenza perché è d’impatto e caratterizza queste competizioni. Ma dato che ci sono due manche di solito si fa la partenza alla prima manche e l’arrivo (o la parte finale del tracciato) alla seconda manche, per riprendere eventuali volate oppure scene di fine gara, con volti esausti, problemi meccanici alle bici ecc. La prima manche è stata “spenta”, cielo nuvoloso e nebbia, luce piatta e poco emozionale… non ero soddisfatto, non avevo ancora “la foto” della giornata. La seconda manche era alle 14:00. All’ora di pranzo il sole è spuntato, il cielo nuvoloso si è aperto, sono comparse delle nubi intense bianche e grigie, con squarci di cielo terso ed azzurro. Non ho resistito e sono salito a fare la partenza anche per la seconda manche. Il riflesso nel laghetto lo avevo già visto al mattino, ma col cielo coperto e la nebbia non aveva forza e ho lasciato perdere… Alle 14:00 invece era uno specchio perfetto, il cielo e le nubi si riflettevano come su un vero e proprio specchio, l’acqua era immobile. Mi sono abbassato a 50cm dalla superficie dello stagno, inquadrato, regolato l’esposizione e scattato. Per me è uno scatto molto semplice, di stagni con questi riflessi in montagna se ne incontrano un sacco, L’ABC della fotografia è zeppa di esempi di questo tipo. Dunque: V o F? Vero! nessun Fotoritocco.

Credo che la nostra creatività sia “superiore” a qualsiasi fotoritocco o postproduzione possibile e, alle volte, basta davvero poco per ottenere uno scatto d’impatto che, ad alcune persone, con poca curiosità nell’animo, possono sembrare dei fotoritocchi… forse la loro mente è impregnata dai vari filtri e livelli di Photoshop e non hanno ancora capito che per essere creativi, basta solo un po’ di “curiosità” e “semplicità”.

Matteo Cappè