Prima di parlarvi di trucchi, del miglior compromesso tra tempi e diaframmi, di ottiche, flash e trasmettitori, vorrei dedicare un po’ di attenzione all’argomento “sicurezza”. Ci sono mille motivi per parlarne e mille occasioni pericolose, non solo per noi, ma anche per chi stiamo fotografando.

©Matteo Cappè – I fotografi sono praticamente sul tracciato di gara, e rischiano grosso stando in quelle posizioni, soprattutto il fotografo sulla destra, che non solo rischia di prendersi un manubrio nel rene, ma con il flash può abbagliare l’atleta


Fotografare soggetti in movimento può essere pericoloso per noi e per gli altri, non sottovalutiamo che è fondamentale, per la nostra sicurezza e quella delle altre persone, avere la consapevolezza che dall’altra parte dell’obiettivo c’è qualcuno che compie un’azione e che la sua concentrazione è rivolta all’azione stessa e potrebbe non sapere/capire cosa stiamo facendo.
Quello che voglio sottolineare è che bisogna sempre prestare la massima attenzione anche ai particolari più banali quando si scattano foto in action, sia perché può essere pericolosa la nostra presenza, sia perché l’azione dell’atleta può non andare a buon fine, non lo auguro di certo a nessuno, ma vi assicuro che ne ho viste un sacco di cadute o di auto, moto e bici fuori controllo… Inoltre occorre sempre ricordare che quando siamo in montagna, in un deserto, su una barca, a bordo campo o dietro una fettuccia, non siamo mai sicuri al 100%, valutiamo dunque ogni aspetto di ciò che ci circonda, controlliamo di avere sempre una via di fuga, assicuriamoci di non interferire con gli atleti o chi compie l’azione, assicuriamoci ad esempio di non puntare il flash direttamente negli occhi degli atleti. Pensate sia sicuro restare a borodo campo durante una partita di calcio o di basket? C’è sempre il rischio, pensate sia sicuro restare al bordo di un tracciato di downhill o di motocross? Sapete quanto fanno male dei pezzi di gomma lanciati dal burnout di una macchina in accelerazione? Fa male, ve lo assicuro!

   

©Foto Matteo Cappè – Rider: Mattia Arduino – La certezza di non essere investito mi ha lasciato libero di continuare a scattare e immortalare tutta la sequenza della caduta

Sottolineo ancora: NON SOTTOVALUTATE NULLA, analizzate bene la posizione che scegliete per fotografare in base all’azione e se ritenete che sia poco sicura non rischiate, non solo per la vostra incolumità, ma anche per quella degli altri (gli atleti) che molto propabilemente non sanno dove vi siete messi o dove avete piazzato i vostri flash!
Ultima cosa, ovviamente dopo aver valutato la vostra sicurezza e quella degli altri, dovete anche tener presente la sicurezza della vostra attrezzatura, che spesso avete acquistato con grandi sacrifici!

 

©Matteo Cappè – Rider: ET – Alle volte capitano situazioni assurde come questa, quando un rider è precipitato praticamente dal cielo! Non sottovalutate nulla!

Quando è possibile accordarvi per degli scatti ad hoc, fatelo, ma garantitevi sempre un margine di sicurezza, abbiate sempre l’accortezza di individuare una via di fuga, in questo caso alla mie spalle avevo un sacco di spazio

Situazione classica in cui la nostra attrezzatura può rischiare grosso… che sia sabbia, fango, pietre o acqua c’è sempre il rischio che l’attrezzatura si possa danneggiare. Valutate molto attentamente se è il caso di avvicinarsi così tanto al soggetto

Ed infine: bello il burn out! Ma la mia inconsapevolezza mi è costata una bella scarica di pezzi di gomma e sassi sulle gambe, nulla di grave, ma qualche ematoma lo ho riportato. Non sottovalutate nulla!