Testo e foto di Matteo Cappè

L’evoluzione dell’Elinchrom Ranger Quadra continua: questo flash a generatore portatile, molto apprezzato da quei fotografi che lavorano in modo eterogeneo dallo studio alla location, dai matrimoni agli shooting outdoor, è arrivata alla terza generazione con l’arrivo del modello Hybrid, che va a sostituire il precedente RX. La differenza più evidente è la nuova batteria agli ioni di litio che apporta altri vantaggi a questo flash già apprezzato per la sua compattezza e leggerezza. Questa Review può essere considerata “a lunga durata”, uso infatti questo prodotto da alcuni anni e le mie considerazioni sono basate su un reale utilizzo durante il mio lavoro.

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L’evoluzione

Facciamo un breve riassunto dell’evoluzione di questo prodotto per fare chiarezza sui differenti modelli e step generazionali: in origine si chiamava solo Ranger Quadra, la prima versione. Elinchrom in seguito apporta dei miglioramenti come la maggior “brillantezza” dei led sul pannello di controllo e la possibilità di sfruttare il software remoto sul proprio computer e anche l’App di Elinchrom che permette molte regolazioni da iPhone e iPad, per questa App e il software il sistema necessita di ulteriori accessori come la “chiavetta USB” o l’unità EL-Skyport WiFi indispensabile per utilizzare l’App.
Al Photokina 2012 Elinchrom ha presentato il nuovo Quadara Hybrid e la batteria Li-Ion. Si chiama “hybrid” perché fondamentalmente è stato reso performante per sfruttare al meglio sia la batteria agli ioni sia quella precedente al piombo (Lead-Gel PB). Dunque, un Quadra Hybrid può essere utilizzato senza nessun tipo di problema sia con le nuove batterie al litio sia con quelle al piombo. Ma chi ha il modello RX può usare le batterie al litio? Sì, può utilizzarle senza problemi, lo confermo visto che il test della nuova batteria è stato eseguito proprio su un modello di prima generazione con aggiornamento successivo ad RX. Consiglio vivamente invece a chi non ha mai fatto l’aggiornamento dalla prima versione Quadra, di consegnarlo all’azienda distributrice Aproma per eseguire l’aggiornamento ad RX, lo step generazionale è alto e potrebbero esserci delle incompatibilità “genetiche”; è ovvio, la tecnologia necessita di questo tipo di aggiornamenti per poter essere compatibili, inoltre è un peccato per chi possiede un prodotto non sfruttarlo al massimo del suo potenziale.

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Caratteristiche

Faccio una carrellata delle caratteristiche principali del sistema Ranger Quadra Hybrid con batteria Li-Ion (i dati sono quelli dichiarati dalla casa madre)

– Potenza: 400 Ws
– Asimmetria: 33% su uscita A e 66% su uscita B
– Diaframma a 1m, 100 ISO, con riflettore 48°: 64.5
– Intervallo potenza: 100% A Output: 25-400 J (Ws) / 33% B output: 8.2-132 J (Ws)
– Gamma regolazioni potenza: 6.6 f-stop / 8.2 – 400 Ws
– Dimensioni (con batteria): 15 x 8,5 x 18,5 cm (con batteria Lead-Gel PB: 15 x 8,5 x 21 cm)
– Dimensioni batteria: 15 x 8,5 x 6.5 cm (batteria Lead-Gel PB: 15 x 8,5 x 9 cm)
– Peso con batteria: 2 kg (con batteria Lead-Gel PB: 3kg)
– Peso solo batteria: 0,73 kg (batteria Lead-Gel PB: 1,7kg)
– Ricevitore El-Skyport integrato
– Ricarica al 100% veloce a potenza Min/Max (uscita A o A+B): 0,36 s / 2 s (batterie Lead-Gel PB: 0,41 s / 2,26 s)
– Ricarica 100% lenta a potenza min / max (uscita A o A+B): 0,86s /6,6s (batteria Lead-Gel PB: 0,95s / 7,8s)
– Ricarica 33% Veloce a potenza min / max (uscita B): 0,17s / 0,73s (batteria Lead-Gel PB: 0,18s / 0,8s)
– Ricarica 33% Lenta a potenza min / max (uscita B): 0,33s / 2,3s (batteria Lead-Gel PB: 0,37s / 2,7s)
– Numero di flash a batteria carica a potenza min, ricarica lenata/veloce: 4800/4200 (batteria Lead-Gel PB: 2000/1500)
– Numero di flash a batteria carica a potenza max, ricarica lenta /veloce: 320/280 (batteria Lead-Gel PB: 150/110)
– Caricabatterie rapido: tempo di ricarica: 1h e 30 min a 16.8V/3.5° (batteria Lead-Gel PB: 2h)
– Lampada pilota a LED da 20W (equivalente ad alogenza da circa 60W)

Durata lampo a t 0,5 torcia RQ S:
– uscita A (100%) 1/1200s
– uscita B (33%) 1/3000s
– uscita A+B (100%) 1/1500s

Durata lampo a t 0,5 con torcia RQ A Speed:
– uscita A (100%) 1/2800s
– uscita B (33%) 1/5700s
– uscita A+B (100%) 1/4000s

Caratteristiche accessori dedicati

– Cavi disponibili nelle lunghezze: 1,5/2,5/3,5/5/10 metri
– Parabola in dotazione da 13,5 cm
– Multifunction Cap: è un pannello rotondo che si applica solo alla parabola da 13,5cm che ha lo scopo sia si proteggere il bulbo durante il trasporto oppure può essere usato come diffusore
– Parabola dedicata (senza anello adattatore) da 18 cm di diametro (si possono applicare griglie da 12°/20°/30°
– Sofbox Octa da 56 cm (senza anello adattatore)
– Softbox 40x40cm (senza anello adattatore)
– 2 modelli di Ringflash dedicati uno ECO e l’altro PRO (la differenza sostanziale è la velocità del lampo)
– Cinghia per trasporto e sistema per trasporto Snappy (un involucro con tracolla per trasportarlo, ma che lo protegge anche da eventuali urti)
– Valigia rigida per trasporto
– Per utilizzare le parabole di tutta la gamma Elinchrom necessita dell’anello adattatore

Polivalenza e compromessi

Questo “kit di illuminazione” è stato ideato per soddisfare un’esigenza di molti fotografi “polivalenti”, cioè fotografi che realizzano shooting in studio, in location urbane o puramente outdoor. Per questi fotografi l’esigenza principale è la trasportabilità, soprattutto se devono trasportare tutta l’attrezzatura senza assistente. Da fotografo professionista ho sentito molti colleghi o amatori evoluti parlare di questo prodotto e l’aspetto che suscita più perplessità è la sua potenza: 400Ws. “Non è sufficiente…”, “Non basta a sovrastare la luce del sole…”, “Un flash a slitta da 58NG è uguale…” ecc ecc. Queste sono solo alcune delle frasi che sento di tanto in tanto, ma basta riflettere un attimo sul compromesso che Elinchrom ha dovuto trovare: offrire un prodotto con delle caratteristiche precise senza accavallarsi ad altri flash della propria gamma, non avrebbe avuto senso e i fotografi avrebbero avuto le idee ancora più confuse. In casa Elinchrom esiste il Ranger RX da 1200 Ws, che io uso da molti anni ed è davvero potente, riesco a sottoesporre la luce del sole alle 13:00 di una giornata di luglio senza una nuvola in cielo, con soggetti in action… lo chiamo infatti “Il Dio Sole” per questo motivo! Ma pesa 9 kg solo il generatore con batteria e mi serve uno zaino enorme solo per lui. Il Ranger Quadra lo chiamo invece “Il Figlio del Dio Sole”, perché ha sempre una sua dignità in outdoor anche in situazioni di forte illuminazione, ma ovviamente noi fotografi dobbiamo saper trovare soluzioni e compromessi per sfruttarlo al massimo, un esempio? Utilizzando la parabola da 18° con angolo più chiuso della 13,5 cm in dotazione, si guadagna uno stop. Dobbiamo dunque essere noi a saper sfruttare le situazioni, a capire il compromesso e anche trovare accorgimenti per “farlo lavorare al meglio”, altro esempio? Io spesso cerco di individuare zone in ombra dove far passare i miei soggetti action, non solo per avere una minor influenza cromatica della luce solare, ma anche per avere il soggetto “gestibile” solo dalla luce flash. In altre parole mantenendo ad esempio un’esposizione neutra dello sfondo (illuminato dal sole, come rocce o alberi) il soggetto in ombra risulterà sottoesposto e la luce flash lo illuminerà molto più facilmente come desidero io.

@Foto Matteo Cappè – Questa è una piccola gallery di immagini e di backstage, le torce del Quadra sono davvero molto leggere e compatte, possono essere fissate anche con nastro adesivo, pinze o elstici oppure sorrette da assistenti di ogni età! Inoltre la loro dimensione ridotta permette con tutta comodità di proteggerle (impermeabilizzandole) con delle buste di plastica trasparenti (tipo Cuki), personalmente ho realizzato molte immagini con questo sitema, sotto la pioggia e nel fango.

@Foto Matteo Cappè – Foto a sinistra: rider Luca Masserini – Foto a destra: traceur MilanMonkeys
Queste immagini sono state realizzate con il Ranger Quadra, due torce con parabole standard in dotazione

Come è fatto

Purtroppo non è tropicalizzato, ma la sua struttura offre protezione dalla maggior parte delle situazioni: i bordi sono rivestiti da una protezione in gomma molto resistente, le parti in plastica come gli agganci che permettono di collegarlo al generatore sono resistenti. Personalmente posso dire di averlo “maltrattato” abbastanza, nel senso che ne ho fatto un uso intensivo e in condizioni poco rosee. L’ho usato in svariate situazioni dalla sabbia al fango, dalla pioggia al sole di agosto. Ripeto che dobbiamo essere noi a compensare alcune “mancanze” dei prodotti, anche se viene proposto per shooting outdoor non è detto che si può lasciare sotto la pioggia; io c’ho lavorato, ma l’ho imbustato! Come potete vedere dalle foto (nella gallery poco sora) ho usato dei sacchetti trasparenti di plastica, trasparenti è meglio perché potete vedere il display ed eventualmente cambiare le impostazioni. Per le lampade usate i Cuki, sono più sottili e la luce “passa meglio”. I sacchetti li chiudete ben stretti con del nastro isolante. Con questo sistema potete lavorare per ore sotto una tempesta! Oppure portarli sulla neve o nel fango o sulla sabbia, è un sistema efficace e costa un paio di euro. I cavi e le parabole sono molto resistenti anche ad urti bruschi, questo non vuol dire che potete lanciarli, ma mi è capitato più volte che lo stativo con la lampada montata finisse a terra su rocce o terreno, oppure che una atleta ci finisse sopra… non ho mai spaccato il bulbo, solo molte ammaccature alla parabola, quello sì. I cavi hanno sopportato un bel po’ di passaggi di ruote di bici e moto, mai tagliati, ovvio che una moto in accelerazione può danneggiarli seriamente, sta a voi trovare il punto giusto dove farli passare. Se siete fotografi di moda dunque state tranquilli, al massimo la modella può passarci sopra col tacco a spillo.

Pannello di controllo e impostazioni

Il pannello di controllo si trova nella parte superiore. Il ricevitore Skyport è integrato all’interno. La fotocellula e la presa per il jack del cavo sincro (da 3,5mm) si trovano sul pannello di controllo.

Dal pannello di controllo è possibile:
– accendere e spegnere il flash (pulsante power)
– attivare i “LED pilota”delle lampade (pulsante con simbolo della lampadina accesa, sembra un sole), i LED pilota possono essere attivati per un tempo da 1” a 60” oppure in continuo (ad esempio per uso video)
– aumentare e diminuire la potenza con passi da 1/10 di diaframma (le due frecce)
– attivare il flash manualmente (il simbolino del flash)
– nel display si può visualizzare la potenza impostata
– sopra il display è indicata la carica della batteria (nella nuova batteria Li-Ion è presente un’indicazione sulla batteria stessa molto più accurata)

Gli altri indicatori luminosi mostrano l’attivazione di alcune impostazioni:

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il simbolo dell’orologio indica lo spegnimento automatico (led acceso è attivo)

 

la “lumachina” indica la ricarica lenta, cioè potete scegliere se dopo ogni flash la ricarica deve essere rapida o lenta; in quest’ultimo caso la batteria ha più durata

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simbolo “beep” (assomiglia ad un altoparlante sezionato): se è acceso indica che la funzione beep è attiva e l’unità emette un sonoro “beep”. Un beep indica che il flash è pronto, può essere disattivato ad esempio se si lavora in una chiesa durante un matrimonio

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simbolo del radiocomando (è difficile da descrivere a parole, è il secondo dall’alto): indica quando è attivo il ricevitore integrato che permette, insieme al trasmettitore Skyport, di attivare il flash a distanza, accendere i LED a distanza, cambiare la potenza del flash a distanza, usare i software e le App

il simbolino che sembra un occhio, quando è acceso, indica che la fotocellula è attiva, se lampeggia indica che è attivo il pre-flash che consente la sincronizzazione con alcune fotocamere con la funzione riduzione occhi rossi attiva

i due pulsanti, quello che assomiglia al simbolo classico dello scatto in sequenza della macchina fotografica, e quello con la freccia sopra il rettangolo, servono per l’accesso al menu e al sottomenu

Il menu

E qui ci troviamo di fronte ad uno dei pochi nei di questo flash: è vero che le impostazioni generali del flash possiamo farle a casa o in studio prima di partire per lo shooting, ma spesso necessitiamo di cambiare le impostazioni e se non abbiamo con noi il libretto di istruzioni o una buona memoria siamo fregati. Questo menu è molto fitto con simboli poco intuibili. Dunque? Le possibilità sono: studiare a memoria tutto il menu, ma credo che poche persone ce la possano fare… (solo quelli che alle elementari sapevano tutte le tabelline e i nomi di tutti gli elementi della tavola periodica!). Oppure portarsi dietro il libretto di istruzioni, stamparsi solo le pagine del menu o, come ho fatto io, caricarsi il pdf del libretto di istruzioni sull’iPhone.
Attraverso il menu si possono cambiare molte impostazioni, non posso elencarli tutti, ma le possibilità di personalizzare l’utilizzo del Ranger Quadra sono diverse. Il menu permette ad esempio di impostare i gruppi e le frequenze del radiocomando, cambiare l’intervallo della potenza da 1/10 a 5/10, durata di accensione della lampada pilota, funzioni della fotocellula e visualizzazione della potenza in Ws o in passi di diaframmi.

Lampade ed accessori

Nell’acquisto della lampada viene dato in dotazione la parabola da 13,5 cm, una lampada secondo il mio parere “tuttofare” e soprattutto comoda per il trasporto. Sta tranquillamente negli scomparti dello zaino, mentre parabole come quella da 18 cm già è ingombrante. Con la parabola in dotazione ho realizzato molti scatti action, ha un ottimo angolo (70°) che illumina perfettamente il soggetto e parte della scena, anche set abbastanza ampi. Con la parabola da 18 cm (56°) si “stringe” di più il fascio di luce e si guadagna circa uno stop di diaframma; questo ad esempio ci permette di sottoesporre di più l’ambiente o allontanare le lampade dal soggetto, rispetto all’uso con la lampada da 13,5. In gamma si trovano accessori come ringflash e softbox dedicati alle lampade del Quadra, ma con l’ausilio dell’anello adattatore è possibile usare praticamente tutta la gamma Elinchrom, ovvio che softbox enormi meglio usarli con altri tipi di flash tipo i monotorcia.


Il bulbo della lampada è scoperto, l’unica protezione possibile è il pannello circolare che si aggancia alla parabola in dotazione da 13,5 cm. In caso di rottura o sostituzione è molto semplice estrarlo e cambiarlo. Anche se può sembrare molto delicato posso con tranquillità dire che è resistente, il bulbo personalmente non si è mai rotto, anche dopo svariate botte.

I cavi sono disponibili in svariate misure, massimo 10 m, oltre la quale si ha una perdita di performance delle lampade. La mia configurazione classica è un cavo da 10m e uno da 5m, con i quali faccio quasi tutto. Ma nello zaino ho sempre un cavo in più da 3,5m, “non si sa mai”. Una nota sui cavi: molto valida la possibilità di poter avere cavi prolunga di differenti misure, ma devo sottolineare che l’innesto è delicato e privo di un indicatore esterno di “corretto inserimento”, esiste infatti una sola posizione per inserirli; all’interno c’è un indicatore che fa da guida, ma avere una indicazione esterna sarebbe di certo più utile.

Autonomia

I dati dell’autonomia dichiarata da Elinchrom li ho indicati nell’elenco delle caratteristiche, ho testato da poco la batteria agli ioni di litio che è risultata molto performante, rapida nella ricarica (non posso dirvi con certezza quanti millesimi di secondo ci mette), la durata è molto soddisfacente, l’ho usata per più di un’ora scattando con una bella frequenza e dei suoi 4 led che indicano la piena ricarica si è spento solo un solo led. Ho fatto un test utilizzando lo scatto manuale del flash a piena potenza con batteria al litio, lampada A e ricarica lenta, ho constatato circa 310 scatti, rispetto ai 320 dichiarati. Inoltre c’è da considerare che sono stati effettuati nell’arco di meno di un’ora, dunque senza utilizzo di Led pilota e tempi di standby. Molto soddisfacente il risultato. (Nota: riaccendendolo dopo pochi minuti, ha fatto nuovamente altri 4 lampi a piena potenza).

Qualità della luce

Ecco un aspetto importante di questo flash: la qualità della luce che viene emessa, non solo per le caratteristiche dalla velocità del lampo, di cui trovate un’esauriente delucidazione di Roberto Marini alla fine di questo articolo, ma anche per la morbidezza dell’illuminazione che offre, anche con parabola nuda. Che vuol dire? Spesso alcuni fotografi paragonano solo la potenza, ma c’è un aspetto ben più rilevante da tenere presente: la dimensione del bulbo. Ad esempio: il bulbo di un flash a slitta standard è molto piccolo, immaginatevi una Tic-Tac allungata, questo bulbo sta dietro ad un pannellino diffusore che non può essere tolto o cambiato.

@Foto Matteo Cappè

Un bulbo di queste dimensioni può essere inteso come una fonte di luce puntiforme che produce un’illuminazione dura con ombre nette. Inoltre ogni accessorio che andate ad applicare ad un flash a slitta va in qualche modo a diminuirne l’intensità, esempio un pannellino diffusore, un filtro o un softbox. Il bulbo del Quadra è un anello dal diametro di circa 6,5 cm con uno spessore di poco più di 1cm; anche se utilizzato nudo, produce una luce morbida, diffondendo l’illuminazione in modo meno “crudo” sul soggetto. Inoltre, la possibilità di utilizzare altre parabole con diametro differente e soprattutto angolo differente, aumenta il suo potenziale. Sta a voi scegliere la parabola, la griglia o il softbox più adatto al vostro shooting.

@Foto Matteo Cappè – Rider: Vittorio Brumotti

Pesi e trasportabilità

Altro aspetto importante di questo flash. Il suo peso e la sua trasportabilità sono aspetti da non sottovalutare se siete fotografi che non scattano solo in studio e in città. Ci sono situazioni in cui si devono percorrere km a piedi con il proprio zaino sulla schiena, oppure trasportarli in moto, bici, sci… E il peso e l’ingombro diventano davvero rilevanti. Ho fatto “due conti” e vi indico i pesi da me rivelati con bilanci digitale:

generatore + batteria Lead-Gel PB: 2.930 g
generatore + batteria Li-Ion: 2.045 g
batteria Lead Gel PB: 770 g
batteria Li-Ion: 1.645 g
torcia A: 325 g
cavo da 2,5 m: 330 g
cavo da 3,5 m: 455 g
cavo da 10 m: 1.200 g

Lo zaino in queste foto è l’EVOC Camera Pack da 35L, vedi la Review EVOC

Considerando uno shooting standard in cui ho un generatore, con una batteria di scorta (nella foto ho una batteria agli ioni ed una di scorta al piombo) due torce A, un cavo da 10 m e due cavi da 2,5 e 3,5 m, una macchina fotografica con diverse lenti, due parabole da 18 cm, accessori vari come panno, cavo sincro, trasmettitore ecc ecc e i due stativi pieghevoli, lo zaino arriva a pesare in tutto: 16,5 kg. Aggiungete un litro d’acqua che serve per la vostra salute, una giacca, un paio di barrette e arrivate quasi a circa 18 kg. Adesso forse potete ben capire perché all’inizio dell’articolo parlavo di “compromesso”. Un flash più potente necessita di più ingombro, più peso… (lo zaino con il Ranger RX da 1200 Ws pesa quasi 30 kg!). Inoltre la sua forma a parallelepipedo spesso 8,5 cm lo rende comodo da infilare nei vani dello zaino. I cavi stanno nei tasconi laterali e le lampade nei vani come gli obiettivi.

Trasmettitore Skyport

Questo flash dà per scontato che venga utilizzato in remoto. Per comandare il Ranger Quadra, Elinchrom ha sviluppato il suo sistema di trasmissione chiamato Skyport. Si applica sulla slitta flash ed è molto compatto. Semplice da utilizzare e con funzioni essenziali: tasto per il test (emette un lampo di prova manuale), tasti per aumentare e diminuire la potenza e diverse funzioni in base a come si premono i tasti: si possono infatti attivare i “LED pilota”, configurare i tempi di sincronizzazione, “dialogare” con software e App, cambiare il canale di frequenza e i gruppi. È efficiente, davvero compatto ed ha un ottimo rapporto qualità/prezzo. Può essere utilizzato con qualsiasi flash in commercio, anche i flash a slitta, basta collegare il ricevitore Skyport con un cavetto sincro al flash.

 

 

Conclusione

In conclusione è un flash che offre un alto potenziale, può soddisfare le necessità di molti fotografi, senza dimenticare che il suo prezzo è molto competitivo, ottimo il rapporto qualità/prezzo. Elinchrom è un marchio distribuito da Aproma Srl, potete trovare i prezzi a su ApromaStore

Domanda all’esperto: la velocità del lampo

Ho chiesto a Roberto Marini (Managing Director di Aproma) di chiarirci un aspetto spesso ignorato da molti, cioè la velocità del lampo.

RM: Molti credono che il flash sia “un fulmine luminoso” in grado di illuminare in 1/125s il soggetto, altri sono convinti che sia una fonte di luce istantanea in grado di “congelare” qualsiasi movimento. Normalmente individuiamo un flash o un lampo come una forte quantità di luce erogata in una piccola frazione di secondo. Per sfruttarla sincronizziamo l’emissione del lampo tipicamente con un tempo di otturazione sulla fotocamera su 1/125s. In realtà il lampo non dura 1/125s ma ha una curva caratteristica tutt’altro che banale e la cui forma determina effettivamente la rapidità e l’energia luminosa che viene erogata durante la nostra foto.


Questa immagine riporta la curva di energia (misurata con un oscilloscopio) che viene erogata da un tubo flash al momento del suo innesco. Guardandola con attenzione anche i meno tecnici possono intuire che il lampo si innesca quasi istantaneamente ma, raggiunto l’apice, la sua energia si scarica abbastanza gradualmente.
Leggendo le indicazioni sull’oscilloscopio vediamo che la curva torna a zero dopo 9 quadretti. Poiché ogni quadretto (in questo caso) misura 100 microsecondi possiamo dedurre che il nostro lampo si è “spento” completamente dopo 900 microsecondi che, espresso in termini più fotografici, equivale a dire che è durato poco meno di un millesimo di secondo. Pensando ora alla nostra foto, anche se abbiamo aperto l’otturatore per 1/125s, in realtà abbiamo esposto luce per meno di un millesimo di secondo. Se quindi la luce del flash fosse nettamente predominante rispetto alla luce circostante è come se lavorassimo in pieno sole, ma ad 1/1000s.
In realtà il nostro lampo è durato ancora meno: guardando ancora la curva vediamo che il suo picco si trova a 4 quadretti di altezza. Questo vuol dire che la massima intensità luminosa si trova lì!
Per uniformità di misura molti produttori di flash (tra cui Elinchrom) decidono di definire come velocità del lampo l’intervallo di tempo in cui la curva si trova al di sopra del 50% della sua energia. Si tratta tutto sommato di una considerazione ragionevole in quanto è in questa frazione di tempo che viene erogata la maggiora parte della luce. Questa convenzione si indica nelle tabelle con (t=0,5). Nel caso di questa foto è l’intervallo di tempo delimitato dalle due linee verticali. In questo caso l’intervallo misura 316 microsecondi ovvero il nostro lampo ha avuto una durata di 1/3160 di secondo! L’esempio in questione è riferito ad una torcia RQ A collegata alla presa A di un generatore a batterie Ranger Quadra.


Per completezza abbiamo collegato la stessa torcia alla presa B, denominata (non a caso) High Speed ovvero “ad alta velocità”. Come possiamo vedere l’energia del lampo si esaurisce molto più rapidamente: il lampo in questo caso dura 1/6000 s. Siamo quindi in grado di “congelare” il movimento di soggetti molto rapidi come nella foto sportiva (snowboard, sci, skate, mountainbike) o di effetto (esplosioni, spruzzi, proiettili).
Per concludere e per completezza di informazione dobbiamo però dire che più sale la potenza del flash (e quindi la quantità di luce emessa) più questo sarà “lento”. Se quindi abbiamo bisogno di un lampo molto rapido, ma al contempo potente, dovremo ricorrere all’utilizzo di più sorgenti luminose di potenza più contenuta.

@Foto Matteo Cappè – Rider: Luca Masserini. Questo scatto è stato scattato utilizzando 2 lampade A del flash Elinchrom Quadra. Il tempo di scatto impostato è di 1/160 di secondo, a congelare l’onda di fango è stata la luce flash con una determinata velocità del lampo